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Le fiaccole di Onna per i suoi caduti

I rintocchi della campana scandivano a uno a uno 40 nomi. Poi l’accensione di un cero, tenuto in mano dai famigliari di ogni vittima. Quasi una preghiera, cadenzata e infinita come la processione che poco dopo è partita per le vie del borgo devastato. Tra le macerie 14 tappe, una via crucis, ripetuta dopo quella del venerdì santo. Questa volta per ricordare chi è rimasto sepolto tra quelle travi spezzate e quelle pareti ridotte a poco più che polvere.
Onna ha ricordato così i suoi morti, un anno dopo: il 6 aprile alle 3 e 32. Fabio, 21 anni che faceva l’agricoltore assieme allo zio Gianni, e che sognava di entrare nella Forestale. Dora, detta la postina, una vita all’ufficio della piccola frazione. Berardino, detto il sindaco di Onna, per il suo impegno instancabile speso alla Pro loco. E poi Maria Paola e Domenico, Elisa, Stefania…. Continua a leggere
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San Gregorio “trasloca”: casette agli abitanti, ma il paese risorgerà altrove

Alla fine hanno vinto la loro battaglia. Gli abitanti di San Gregorio, piccola frazione de L’Aquila, avranno anche loro un villaggio di casette antisismiche come quello di Onna. Da mesi il comitato formato dagli abitanti del piccolo borgo si batte per ottenere una sistemazione che non disgreghi il nucleo originario della zona vecchia del paese. Le 86 casette di legno sorgeranno sulla collina a fianco dell’abitato devastato dal sisma del 6 aprile, la stessa collina che accoglierà la nuova San Gregorio, perché il paese non sarà più ricostruito dove sorgeva un tempo.
“La buona notizia è stata accolta con lacrime di gioia dagli abitanti – racconta Chiara Petrocco, rappresentante di circoscrizione – tanto che non hanno nemmeno mosso un ciglio quando gli abbiamo detto che non saranno pronte fino a dicembre”. Già perché i ritardi nell’approvazione di questa misura faranno sì che le casette (per le quali sono quasi pronti i progetti) non saranno ultimate prima dell’inizio del freddo. E nel frattempo? “Nel frattempo stiamo studiando con la protezione civile un piano per sistemare tutte le 250 persone che necessitano di un alloggio – spiega ancora la Petrocco – però una soluzione certamente la troveremo, in hotel o in case in affitto. Gli abitanti delle case popolari saranno invece collocati all’interno del piano Case, in quanto affittuari”.
Le opere di urbanizzazione per i moduli provvisori saranno però progettate in modo tale da poter essere utilizzate anche per un abitato definitivo. Assieme alla buona notizia per gli abitanti di San Gregorio c’è infatti anche una doccia fredda (non ancora confermata dagli studi geologici ma piuttosto sicura): il borgo non sarà più dove è ora. La scossa qui si è sentita più forte che altrove, l’indice di abbattimento supera il 95 per cento perché una serie di concause ha fatto in modo che la forza del sisma fosse superiore al resto del territorio: ricostruire qui sarebbe una follia.

Le macerie di San GregorioAlla fine hanno vinto la loro battaglia. Gli abitanti di San Gregorio, piccola frazione de L’Aquila, avranno anche loro un villaggio di casette di legno come quello di Onna. Da mesi il comitato formato dagli abitanti del piccolo borgo, Sangregoriorinasce, si batte per ottenere una sistemazione che non disgreghi il nucleo originario della zona vecchia del paese. Le 86 casette di legno sorgeranno sulla collina a fianco dell’abitato devastato dal sisma del 6 aprile, la stessa collina che accoglierà la nuova San Gregorio, perché il paese non sarà più ricostruito dove sorgeva un tempo.

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Cronache dentro il terremoto: il racconto quotidiano di Giustino Parisse

Il 7 agosto 2009 Domenico Parisse avrebbe compiuto 18 anni. Suo padre Giustino, caporedattore del Centro a L’Aquila, non gli ha potuto organizzare la festa che sognava. Lui e la moglie Dina hanno invece solo una tomba su cui piangere Domenico, Maria Paola, l’altra figlia di appena 16 anni, e il padre di Giustino, che si chiamava Domenico anche lui.
Il 7 agosto Giustino Parisse ha presentato un libro, si chiama “Quant’era bella la mia Onna, cronache da dentro il terremoto”: una raccolta dei suoi articoli pubblicati sul Centro dopo la tragedia. Ad appena una settimana dal sisma che gli ha distrutto la famiglia, Giustino Parisse è tornato sul campo a fare il suo mestiere. Chi ha letto il giornale in quei giorni ha visto riapparire, il 14 aprile, la sua firma e le sue parole, una in fila all’altra, un io narrante che ha accompagnato gli aquilani accampati nelle tende, oppure chi si era spostato sulla costa, tra le ossa rotte del cratere e facendo quello che un giornalista sente di dover fare in ogni momento, anche col lutto nel cuore: raccontare.
L’intero ricavato del libro (prezzo 10 euro) sarà interamente devoluto alla Pro loco e alla Onlus di Onna per la ricostruzione.
Accanto a Giustino Parisse, alla presentazione c’erano Guido Bertolaso, il sindaco de L’Aquila Massimo Cialente, il direttore del Centro Luigi Vicinanza ma soprattutto i cittadini di Onna, che hanno riempito la chiesa tenda del campo, in piedi a decine anche fuori. Giustino Parisse ha raccontato il terremoto e ha fatto a Domenico, nel giorno del suo diciottesimo compleanno, un grande regalo. Ha continuato la sua missione, in aiuto agli abruzzesi, agli aquilani e agli onnesi, la sua gente che, come lui, deve ricostruire e ricominciare.

Giustino Parisse
Il 7 agosto 2009 Domenico Parisse avrebbe compiuto 18 anni. Suo padre Giustino, caporedattore del Centro a L’Aquila, non gli ha potuto organizzare la festa che sognava. Lui e la moglie Dina hanno invece solo una tomba su cui piangere Domenico, Maria Paola, l’altra figlia di appena 16 anni, e il padre di Giustino, che si chiamava Domenico anche lui.

Il 7 agosto Giustino Parisse ha presentato un libro, si chiama “Quant’era bella la mia Onna, cronache dentro il terremoto”: una raccolta dei suoi articoli pubblicati sul Centro dopo la tragedia. Ad appena una settimana dal sisma che gli ha distrutto la famiglia, Giustino Parisse è tornato sul campo a fare il suo mestiere. Chi ha letto il giornale in quei giorni ha visto riapparire, il 14 aprile, la sua firma e le sue parole, una in fila all’altra, un io narrante che ha accompagnato gli aquilani accampati nelle tende, oppure chi si era spostato sulla costa, tra le ossa rotte del cratere e facendo quello che un giornalista sente di dover fare in ogni momento, anche col lutto nel cuore: raccontare.

L’intero ricavato del libro (prezzo 10 euro) sarà interamente devoluto alla Pro loco e alla Onlus di Onna per la ricostruzione.

Accanto a Giustino Parisse, alla presentazione c’erano Guido Bertolaso, il sindaco de L’ Aquila Massimo Cialente, il direttore del Centro Luigi Vicinanza ma soprattutto i cittadini di Onna, che hanno riempito la chiesa tenda del campo, in piedi a decine anche fuori. Giustino Parisse ha raccontato il terremoto e ha fatto a Domenico, nel giorno del suo diciottesimo compleanno, un grande regalo. Ha continuato la sua missione, in aiuto agli abruzzesi, agli aquilani e agli onnesi, la sua gente che, come lui, deve ricostruire e ricominciare.

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