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Berlusconi fischiato al consiglio comunale de L’Aquila. Ascolta l’audio

I richiami del presidente del Consiglio comunale non sortiscono alcun effetto. Quando al microfono la vice presidente del Consiglio comunale, Antonella Santilli, comincia a leggere la lettera di Silvio Berlusconi partono i fischi, gli insulti. Le urla di rabbia superano in volume la voce che esce dalle casse sotto il tendone in piazza Duomo.
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Le fiaccole di Onna per i suoi caduti

I rintocchi della campana scandivano a uno a uno 40 nomi. Poi l’accensione di un cero, tenuto in mano dai famigliari di ogni vittima. Quasi una preghiera, cadenzata e infinita come la processione che poco dopo è partita per le vie del borgo devastato. Tra le macerie 14 tappe, una via crucis, ripetuta dopo quella del venerdì santo. Questa volta per ricordare chi è rimasto sepolto tra quelle travi spezzate e quelle pareti ridotte a poco più che polvere.
Onna ha ricordato così i suoi morti, un anno dopo: il 6 aprile alle 3 e 32. Fabio, 21 anni che faceva l’agricoltore assieme allo zio Gianni, e che sognava di entrare nella Forestale. Dora, detta la postina, una vita all’ufficio della piccola frazione. Berardino, detto il sindaco di Onna, per il suo impegno instancabile speso alla Pro loco. E poi Maria Paola e Domenico, Elisa, Stefania…. Continua a leggere

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Massimo Cialente accusa il Partito democratico: “Ci avete abbandonato”

Il sindaco de L’Aquila si sfoga in un’intervista al settimanale Left, in edicola oggi, e accusa il Partito democratico di aver abbandonato la sua giunta, soprattutto con l’astensione al Senato sul decreto Abruzzo. “Hanno costretto me e la Pezzopane (la presidente della Provincia ndr) a diventare cattivi e il governo ci ha fatto un …. così”.

Poi parla della politica italiana: “Ero contro il Pd e purtroppo la storia mi ha dato ragione. Sono uscito da Sinistra democratica perché hanno fatto la stessa cazzata del Pd: la politica con i gazebo perché passa tutto attraverso i rapporti con la stampa. Sono rientrato ora con Bersani perché, soprattutto in una situazione come questa, c’è bisogno dei partiti sul territorio”.

Infine sull’ipotesi di un nuovo esecutivo per il Comune: “Niente giunta tecnica, ci vuole gente capace. Ho fatto la mia proposta di una nuova giunta con all’interno anche l’opposizione perché bisogna coinvolgere tutta la città. E’ una sorta di gabinetto di guerra, noi siamo come l’Inghilterra nella seconda Guerra mondiale”.

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Poggio Picenze, la sera fuori dalle tende Notti magiche a ritmo di blues

Poggio Picenze in blues

Si ricomincia da qui: dalla musica. La gente di Poggio Picenze esce dalle tende e si ritrova in piazza per l’appuntamento con il blues, come ogni anno, questa volta con una motivazione in più: scacciare gli incubi del terremoto. Davanti alla chiesa ferita e puntellata, più sotto i cantieri della ricostruzione. La platea gremita e i posti a sedere che non bastano: voglia di ricostruire partendo dalle cose normali, come lo spettacolo che porta qui, ogni anno, i migliori artisti della scena blues.

Otis Taylor è il clou della nona edizione di “Poggio Picenze in blues”: la terza di quattro serate dopo la Vasti Jackson band e la Ronnie Baker Brooks band. L’artista dell’Illinois regala grande emozione e coinvolgimento. Chiama tutti sotto il palco perché, dice: “Se venite qui sotto io suono meglio”. E comincia la festa. Lui con banjo, chitarra elettrica e armonica tiene viva l’attenzione, coinvolgendo il pubblico con verve e simpatia. Il resto lo fa la musica e la sua band (sua figlia lo accompagna al basso).

L’ingresso era libero, Taylor ha accettato di venire da Londra e suonare a budget ridotto per la popolazione terremotata. Il bluesman statunitense è in tour per presentare il suo nuovo album che si poteva acquistare anche a fine serata: costo 20 euro, 5 dei quali, ha fatto sapere prima dello spettacolo, sarebbero stati destinati proprio alla Pro-loco di Poggio Picenze per organizzare gli eventi musicali futuri.

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L’urlo dei comitati: “L’Aquila torni in mano ai cittadini”

Una rete di comitati e movimenti, per aiutare L’Aquila a ripartire, a ricostituire il tessuto sociale che il terremoto ha strappato la notte tra il 5 e il 6 aprile. Al Forum per la ricostruzione sociale, in via Strinella all’Aquila erano diverse le anime presenti per manifestare, a una voce, il dissenso contro le politiche del governo e i modi di gestione della ricostruzione. No Dal Molin, Presidio di Chiaiano, Abruzzo social forum. Poi i rappresentanti sindacali di Fiom, Filt Cgil e protezione civile assieme ai movimenti No-global per dire no al G8.
Ascolta gli interventi del

Una rete di comitati e movimenti per aiutare L’Aquila a ripartire, a ricostituire il tessuto sociale che il terremoto ha strappato la notte tra il 5 e il 6 aprile. Al Forum per la ricostruzione sociale, in via Strinella all’Aquila erano diverse le anime presenti per manifestare, a una voce, il dissenso contro le politiche del governo e i modi di gestione della ricostruzione. No Dal Molin, Presidio di Chiaiano, Abruzzo social forum. Poi i rappresentanti sindacali di Fiom, Filt Cgil e protezione civile assieme ai movimenti No-global per dire no al G8 e chiedere più attenzione a quello che sta accadendo, o che non sta accadendo, in città.

Ascolta gli interventi del forum

Nel dibattito della mattinata, moderato dal giornalista di Carta Pierluigi Sullo, si è parlato di disinformazione e propaganda governativa. Secondo tutti gli intervenuti le misure e le dichiarazioni fin qui intraprese per far fronte all’emergenza terremoto sono solo servite a creare un inganno e uno spot per il governo. La vera ricostruzione non è iniziata ancora – dicono – bisogna dare forza alla rete di cittadini per ripartire, dal basso però, perché l’emergenza ha accentrato i poteri nelle mani di una sola persona: Guido Bertolaso. “L’Aquila rischia di sparire, smembrata e dispersa come sta già accadendo per il G8 è la loro denuncia: ai cittadini deve essere restituita la capacità di incidere concretamente nelle scelte e di prendere parte attiva al processo di ricostruzione“.

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