Berlusconi fischiato al consiglio comunale de L’Aquila. Ascolta l’audio

I richiami del presidente del Consiglio comunale non sortiscono alcun effetto. Quando al microfono la vice presidente del Consiglio comunale, Antonella Santilli, comincia a leggere la lettera di Silvio Berlusconi partono i fischi, gli insulti. Le urla di rabbia superano in volume la voce che esce dalle casse sotto il tendone in piazza Duomo.
Nel suo lungo messaggio Berlusconi esprime la vicinanza del Governo alle istituzioni abruzzesi e aquilane, pone l’accento sui meriti dell’Esecutivo nell’amministrazione dell’emergenza e della questione abitativa. Ma la gente che assiste non ci sta. Sono soprattutto i membri dei comitati, come il 3 e 32, che fin dall’inizio hanno contestato la strategia di Governo e Protezione civile nel gestire la situazione. Gridano “Bugia!” “Non è vero!” quando nel messaggio Berlusconi ricorda il lavoro fatto per “alleviare tutte le sofferenze” e per dare alloggio “a più di 20.000 persone”. Tanti infatti sono ancora alloggiati in hotel, sulla costa o in montagna, in provincia. A un certo punto parte il coro “Lavoro, lavoro!”, per sottolineare ancora le difficoltà di un territorio che stenta a ripartire. In alto vengono alzati i cartelli, “16.000 nelle C.a.s.e., gli altri D.o.v.e.?” recita uno, un altro “La scimmietta Bertolaso non udiva, non parlava, non vedeva”, in riferimento alle inchieste sugli appalti e alle intercettazioni telefoniche con le frasi agghiaccianti di alcuni imprenditori, pronti ad approfittare della disgrazia. E ancora “Fuori gli sciacalli dalla città”, certo non rivolto ai furti nelle abitazioni.
Più volte la lettura viene interrotta, riprende ma ogni passo è sottolineato da mormorii e urla di disapprovazione. Il presidente del Consiglio dei ministri non c’è, non è venuto, tanto basta per far dire che la situazione era davvero scomoda per poter rischiare una figuraccia, soprattutto dopo la protesta del “popolo delle carriole” che ha coinvolto migliaia di aquilani e sembra aver svegliato in qualche modo la popolazione da un torpore che durava da quasi dodici mesi.
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14 commenti

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14 risposte a “Berlusconi fischiato al consiglio comunale de L’Aquila. Ascolta l’audio

  1. omero

    piu’passano i giorni e piu’mi vergogno di aver simpatizzato per il nostro caro presidente del consiglio. OMERO

  2. Bimba

    Evidentemente sono pieni d’odio e invidiosi, nonchè comunisti farabutti antitaliani, come si permettono di chiedere casa e lavoro quando c’è un governo (il migliore degli ultimi 150 anni) che ha fatto l’impossibile per mostrare le case in televisione…

  3. dario filippi

    Questo audio Menzognini non ce l’ha fatto sentire.

  4. Comunque alle regionali l’avete votato, quindi vi va bene! Marco

  5. aldo

    ve le cantate e ve le suonate
    alle prossime elezioni comunali manderanno a casa anche cialente e così le claque ve le metterete in quel posto

  6. mario

    mi dispiace per la gente che a perso la vita e per tutti i feriti causati dal terremoto del 6 aprile 2009
    ma per coloro che fischiano e che urlano ogni volta che un rappresentante del governo si affaccia a l’aquila non so cosa pensare posso solo dire che nella sfortuna sono stati fortunati per il fatto che il terremoto si e verificato sotto questo governo che comunque sia a fatto tutto quello che si poteva fare, e non sono sicuro se ci fosse stato il precedente governo se si fosse mosso in modo cosi energico stà di fatto che in meno di un’anno 20.000 case sono state realizate ditemi quali governi pregedenti in italia e nel mondo anno realizato mai una cosa di questo genere . voi sapete solo urlare, fischiare,scioperare,e contestare tutto, cisi non si realiza NULLA LO VOLETE CAPIRE O NO?????.

    • Alessio

      x Mario:

      Prova a pensare che nessuno dei CITTADINI che protestano contesta quanto fatto dal governo durante l’emergenza, ma la modalità con cui è stata gestita il post-emergenza, e penso che come altrove i cittadini protestano per ciò che sentono recargli danno (inefficienze, disservizi, sicurezza, infrastrutture etc.), tanto più possano farlo gli aquilani se ne sentono il bisogno.
      La scelta del governo è stata certamente energica, ma davvero possiamo ritenerla senza ombra di dubbio la migliore, come Berlusconi non manca mai di ripetere? E poi, non dovrebbe essere un osservatore imparziale a dirlo?
      Comunque ti correggo, le C.A.S.E. non sono 20.000 ma circa 4000 appartamenti che ospitano 16.000 aquilani in 19 diversi insediamenti, anche molto lontani dalla città, Calcola che sono circa 30.000 gli aquilani che hanno trovato una sistemazione autonoma o rimangono negli alberghi sulla costa. Le tanto pubblicizzate CASEtte sono costate più di 2500€/mq, quanto degli appartamenti in centro.
      Così facendo il governo ha esaurito subito la quasi totalità dei fondi stanziati, realizzando delle strutture che sono comunque temporanee (sono pensate da progetto come sistemazione intermedia tra le tende e il ritorno in città) come i moduli abitativi prefabbricati, ma a differenza di questi, non sono disponibili sul mercato e hanno dovuto essere appaltati con urgenza e dispendio di soldi pubblici sottrati alla successiva ricostruzione (abbiamo visto come funziona il sistema delle emergenze messo su dalla “cricca”), hanno avuti tempi di realizzazione comunque lunghi rispetto ad un prefabbricato e hanno consumato in maniera irreversibile il territorio in cui sono insediate.
      Questa non è ricostruzione a mio avviso, e lo si capisce dal fatto che il centro dell’aquila è come era un anno fa e pure peggio.. Non mi risulta che nel terremoto dell’Umbria e in quello del Friuli dopo un anno le macerie non fossero ancora state rimosse. Si preferì una ricostruzione lenta ma ragionata che necessariamente richiedeva molti anni (i 7-8 anni per ricostruire L’Aquila dichiarati da Bertolaso sono sono quantomeno velleitari) , in cui le famiglie vivevano nei prefabbricati forse qualche anno in più, ma che consentiva di rimettere innanzitutto in moto l’economia del luogo (Prima le fabbriche, si diceva in Friuli) e di poter restare sul territorio, partecipando alla ricostruzione, invece di subirla..
      Insomma, se non sai cosa pensare di chi fischia, urla e protesta, prova a metterti nei panni degli aquilani. Davvero pensi che si interessino al colore del governo o a quello del sindaco, quando dopo un’anno non vedono ancora l’uscita dall’emergenza?
      Ma sopratutto prova a “pensare in proprio” e a non delegare a chi ti governa questo compito. Se chiedi al fornaio, ti DIRA’ che il suo pane è buono, ma se lo assaggi SAPRAI” se è vero.

    • fabrizio

      grazie mario per la tua analisi , pero’ 2 cose : protestare o urlare dove ? Nel bellissimo mondo mediatico non vedo protestare nessuno anzi vedo casette belle e giardini in fiore poi su internet( demoniaco) sento gente protestare
      2° se affermo una cosa ( la ricostruzione piu’ veloce del mondo) devo anche confrontare i dati non fare monologhi , i dati dicono che negli altri casi a parte l’irpinia , i tempi sono stati gli stessi se non piu’ veloci , senza pero’ fare tendopoli militarizzate e sopratutto AVVIANDO LA RICOSTRUZIONE VERA DELLE CASE LESIONATE .
      questo se vogliamo fare una seria informazione , penso che se uno ha la sfiga di vedersi cadere la casa in testa possa e debba avere voce in capitolo e non trattato da ingrato se non osanna il partito del capo perche gli ha elargito ( LUI ?) qualcosa .

  7. Filippo

    Mario, non so se ridere o provare pena… il governo non ha fatto proprio un bel niente, le case che TI hanno mostrato in TV, di cui Berlusconi è andato a gloriarsi, erano pagate da Croce Rossa e realizzate dalla regione Trentino. Quando ci sono simili catastrofi naturali, si sbloccano tutta una serie di fondi che non c’entrano niente col governo di turno!!! anche con Prodi si sarebbe intervenuto, magari non avremmo assistito al festival delle bugie visto in TV per esaltare Silvio. Dati alla mano (non quelli di Fede) la ricostruzione post-L’aquila è stata la più LENTA, addirittura peggio che l’Irpinia 1980! andate a vedervi i dati…
    Mario, vai tu a dire ai terremotati che non devono protestare, che in verità stanno bene e che abbiamo fatto un miracolo. Cos’avranno mai da protestare… che si guardino il TG4 per confortarsi…
    veramente senza speranza

  8. Marcella Nitti

    Io resto del parere che fare “qualcosa” non vuol dire automaticamente fare bene. Poi se questo “qualcosa” appare oscuro, e fonte di speculazione il mio parere mi sembra sempre più fondato.

    Cmq ne parleremo tra una decina di anni, quando l’Aquila sarà ricostruita… o no?

  9. Francesco, un soldato italiano.

    Io voglio dire solo una cosa. Questa finta sinistra fa davvero schifo, ma mi domando, come può un popolo come quello aquilano, aver votato l’ennesimo burattino di berlusconi!!
    Mi viene da disperarmi.

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