Archivi del mese: marzo 2010

Com’è il Messico visto dal finestrino di un taxi?

Com’è il Messico visto dal finestrino di un taxi? Bizzarro, popolare, a tratti sensuale. Squattrinato, ma mai disperato.

Oscar Fernando Gomez scatta fotografie dal suo taxi. Lui che non voleva fare né il tassista né il fotografo. Gli è capitato. Mentre ci racconta la sua storia, viene da chiedersi se non sia lui stesso un ritratto perfetto da catturare con l’obiettivo della sua macchina fotografica. “Dopo essermene andato di casa por cuestiones de vida (non ci spiega di più ndr), ho vissuto per qualche settimana in strada, mangiando gli avanzi che trovavo nei bidoni dell’immondizia. Poi mi sono trasferito a Monterrey da una zia, e le cose hanno iniziato a cambiare”.


Tutto è cominciato con il matrimonio di un vicino di casa: “Mi hanno chiesto di fargli le foto durante la celebrazione. Mi sono divertito e le foto non erano neanche tanto male, così ho continuato”. In giro per Monterrey. Senza macchina, fino a quando Oscar Fernando non decide di affittare un taxi. Per spostarsi da un matrimonio all’altro e tirar su un po’ di pesosscarrozzando gente in giro per la città.

Le cose si mettono bene. Oscar Fernando conosce una donna e insieme decidono di avere un figlio. È in questo momento che si forma un’altra coppia, ben più strana: taxi-fotografia: “Ho pensato che quando mio figlio sarebbe cresciuto avrebbe voluto vedere cosa faceva il papà per mantenerlo. La mia vita è tutta dentro quell’automobile”.

Le immagini scattate durante le corse in taxi hanno fatto il giro del mondo (con una certa sorpresa da parte dello stesso Oscar), fino ad arrivare in Spagna, dove sono state esposte alla mostra Fotoencuentros di Murcia. Secondo alcuni critici, dietro questi scatti c’è un talento straordinario. Il diretto interessato vola più basso: “Faccio tanti errori che un professionista non farebbe, mi capita di ripetere più volte lo stesso scatto perché magari ho sbagliato qualcosa. Quello che piace di più è che dietro ogni scatto c’è una storia. Che è anche la storia della mia vita”.

Nelle foto di Oscar Fernando Gomez non c’è alcun giudizio del Messico, nessuna volontà di veicolare un messaggio agli spettatori stranieri. Solo l’istinto di raccontare. In fondo “ogni paese ha gli stessi problemi, cambiano solo le facce, i vestiti e i nomi della gente”.

Gli chiediamo che sensazioni potrebbe provare un italiano di fronte alle sue fotografie. Ci risponde così: “Può darsi che chi vive in un paese ricco possa sorridere guardando tutte le stranezze che ho fotografato, però spero anche di stimolare una riflessione. Ognuno, guardando la povertà, il degrado ma anche le scene divertenti cui assisto dal mio taxi pensa: ‘Chissà se dalle mie parti c’è qualcosa di simile, o qualcosa di peggio?’”.

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