Archivi del mese: gennaio 2010

La moda del suicidio virtuale fa arrabbiare Facebook

Facebook, Twitter, LinkedIn, MySpace. Dopo la sbornia di social network, c’è chi si pente e vuole tornare indietro. È proprio per sfruttare questa tendenza che diversi siti internet – nati negli ultimi mesi – offrono il servizio di “suicidio virtuale”. Bastano pochi minuti per cancellare i propri dati dai più famosi social network e sparire dal web. Per rinascere (e magari farsi una migliore reputazione) o per non tornare mai più.


video di Giuseppe Ferrante

“Ma siamo sicuri che questi siti cancellino davvero ogni traccia della nostra presenza su internet? – si chiede Nicola Fabiano, avvocato ed esperto di diritto informatico – su Facebook le informazioni personali e le foto che ci ritraggono non si trovano solo sul nostro profilo personale, ma anche sul profilo di tutti gli amici che hanno interagito con noi”.

E proprio Facebook, che dalla moda del suicidio virtuale ha tutto da perdere, ha dichiarato guerra a siti come Suicide Machine e Seppukoo: il gigante dei social network li ha accusati di utilizzare i dati personali degli utenti senza il loro consenso. La risposta dei difensori dell’eutanasia online è che gli utenti possono disporre come vogliono e inserire dove preferiscono i loro dati personali.

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Ispra, via le tende e giù dal tetto

Hanno smontato le tende, i gazebo, tolto gli striscioni, le stufe, le bombole del gas. I ricercatori dell’Ispra riprenderanno a fare il loro lavoro. A quasi due mesi dall’inzio della protesta sul tetto, hanno brindato e sono scesi. Ma ora la mobilitazione continuerà da terra, per fare in modo che l’accordo siglato dai sindacati col Ministero dell’Ambiente non si esaurisca ad un altro anno di contratto a termine.

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Sgombero al campo rom Casilino 900 trasferiti 11 adulti e nove bambini

E’ iniziato lo sgombero del  campo rom più grande d’Italia, il Casilino 900 a Roma. La Polizia municipale è arrivata attorno alle 9 di questa mattina. Per il momento le operazioni di sgombero avvengono solo su base volontaria, anche se non sono mancati alcuni momenti di tensione, protagonista una donna che non voleva lasciare la propria baracca.

Sul pulmino, messo a disposizione dalla Croce rossa, sono stati fatti salire 11 adulti e nove bambini, diretti al campo di via di Salone dove sono stati allestiti gli alloggi per le prime 40 famiglie provenienti dal Casilino 900.

Ecco le prime immagini

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Ormando, il gay suicida in Vaticano

Il 13 gennaio del 1998 Alfredo Ormando, poeta omosessuale, si diede fuoco a piazza San Pietro. Morì dieci giorni più tardi, all’ospedale Sant’Eugenio, per le ustioni. Ormando protestava contro la Chiesa cattolica che “demonizza l’omosessualità”, come scrisse lui stesso. Da quel giorno, ogni 13 gennaio la comunità gay di Roma si ritrova di fronte alla basilica-simbolo della cristianità per gettare dei fiori verso il luogo dove avvenne il suicidio.

E’ accaduto anche stavolta. Rigorosamente all’esterno della piazza, i gay di Roma guardati a vista da Carabinieri e agenti del Vaticano. Un sit in breve, per alcuni anche troppo. Questa è la lettera che Alfredo Ormando scrisse pochi giorni prima di intraprendere l’ultimo viaggio della sua vita, quello verso Roma.

“Caro Adriano, quest’anno non sento più il Natale, mi è indifferente come tutte le cose; non c’è nulla che riesca a richiamarmi alla vita.

I miei preparativi per il suicidio procedono inesorabilmente; sento che questo è il mio destino, l’ho sempre saputo e mai accettato, ma questo destino tragico è là ad aspettarmi con una certosina pazienza che ha dell’incredibile.

Non sono riuscito a sottrarmi a quest’idea di morte, sento che non posso evitarlo, tantomeno far finta di vivere e progettare un futuro che non avrò; il mio futuro non sarà altro che la prosecuzione del presente.

Vivo con la consapevolezza di chi sta per lasciare la vita terrena e ciò non mi fa orrore, anzi!, non vedo l’ora di porre fine ai miei giorni; penseranno che sia un pazzo perché ho deciso Piazza San Pietro per darmi fuoco, mentre potevo farlo anche a Palermo.

Spero che capiranno il messaggio che voglio dare; è una forma di protesta contro la Chiesa che demonizza l’omosessualità, demonizzando nel contempo la natura, perché l’omosessualità è sua figlia”.

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Tremano le Marche, un’altra scossa di magnitudo 4.1

Prosegue lo sciame sismico nelle Marche, dopo le scosse di questa mattina la terra è tornata a tremare, intorno alle 14.30 nei comuni di Falerone, Montappone e Monte Vidon Corrado. Secondo i dati forniti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il sisma ha fatto registrare magnitudo 4.1.

E in mattinata erano state tre le scosse avvertite distintamente dalla popolazione, una alle 9.07 con magnitudo 2.9. L’epicentro è stato localizzato nei comuni di Sant’Angelo in Pontano, Loro Piceno (MC), Montappone e Falerone (AP). Poco dopo, alle 9.25 ne è stato registrato un altro, questa volta più forte: magnitudo 4.0 con identico epicentro. Alle 9.35 c’è stata una replica di magnitudo 2.6.

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Maltempo, allerta Tevere. Tra domenica e lunedì attesa una nuova piena

Prosegue il monitoraggio del fiume Tevere dopo le piogge degli ultimi giorni.  All’isola Tiberina è codice rosso, il livello dell’acqua continua a salire di ora in ora. Una squadra di volontari della Protezione Civile sta monitorando la situazione sull’isola. “Se l’acqua sale di un metro allora ci saranno problemi. Per ora la discesa dell’isola non è stata ancora completamente sommersa – ha detto uno dei volontari dell’associazione Millennium – noi siamo comunque in codice rosso”.

Intanto tra domenica e lunedì è attesa una nuova piena. “Sarà – osserva il vicecapo Dipartimento della Protezione civile, Bernardo De Bernardinis – un evento severo, ma governabile. Nello scenario più estremo il livello del fiume a Ripetta, nel centro della Capitale, dovrebbe salire intorno ai 13 metri-13 metri e mezzo, come accadde nel dicembre del 2008″. Attualmente, spiega De Bernardinis, “sta passando definitivamente l’ondata di piena di oggi, che si sta mantenendo, come previsto, intorno agli 11 metri”.

Sul bacino del Tevere piove, ma, osserva il vicecapo del Dipartimento, “le previsioni per i prossimi giorni sono più favorevoli di quelle iniziali: il bacino sarà meno colpito del previsto e ci sarà più neve e meno pioggia”. Nel frattempo, aggiunge, “si svuota la diga di Corbara e si fa posto a nuovi volumi d’acqua”. Inoltre, conclude De Bernardinis, “vengono tenuti sotto osservazione i bacini dell’Arno e del Serchio in Toscana, molto carichi di acqua”.

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Emma Bonino in corsa per il Lazio: e il Pd chiede a Zingaretti di trovare un candidato

I Radicali correranno da soli alle prossime regionali, e nel Lazio la candidata presidente sarà Emma Bonino. Il tentativo di formare una coalizione con Verdi e Socialisti è ancora in piedi, ma intanto stamattina si è deciso di ufficializzare con una conferenza stampa la decisione di presentarsi, indipendentemente dalle possibili alleanze.

“Con il Pd non abbiamo più avuto contatti dopo il congresso – ha detto Bonino – ma il mio nome potrebbe essere un’opportunità per farli uscire dall’empasse. E comunque vogliamo essere un’alternativa di legalità in un panorama di alleanze a geometria variabile”

Il programma politico non sarà ufficializzato prima di lunedì prossimo, ma dai nomi che potrebbero essere nelle liste e dai riferimenti fatti oggi alle storiche battaglie radicali, non mancheranno i temi dei diritti civili, della riforma della giustizia e dell’autodeterminazione. Si parla di Mina Welby, la moglie di Piergiogio, morto di distrofia muscolare nel 2006 dopo una lunga battaglia per la libera scelta dei malati terminali, e di Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, deceduto nel reparto detentivo del Pertini il 23 ottobre scorso, in condizioni tutte da chiarire.

Attuale vicepresidente del Senato, Emma Bonino è stata ministro per il commercio internazionale e le politiche europee nel secondo governo Prodi, e prima ancora deputata a Bruxelles. Cosa succede con la sua candidatura? Il primo effetto di oggi si è registrato proprio nel Pd regionale, che ha affidato a Nicola Zingaretti l’incarico di esaminare le possibili candidature. Una sorta di mandato esplorativo, dopo il no dell’attuale presidente della Provincia di Roma a presentarsi; un’esautorazione di fatto del segretario Mazzoli.

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