Alcoa, la protesta degli operai sbarca a Roma

Sono a Roma i lavoratori dell’Alcoa di Portovesme nel Sulcis Iglesiente. Sono partiti nella notte da Olbia per rivendicare l’accordo sulle tariffe energetiche agevolate ed evitare la chiusura dello stabilimento. Chiedono al governo che sia parte attiva con Enel, E.On e Unione europea per concedere la tariffazione agevolata.

Per oggi è in programma un vertice tra Governo, Regione e sindaci dei territori per trovare una via d’uscita. Contemporaneamente i lavoratori (della sede sarda e di quella veneta) manifestano insieme alle loro famiglie per chiedere all’esecutivo di scongiurare la chiusura degli stabilimenti. Sono partiti in corteo da piazza della Repubblica per raggiungere il ministero dello Sviluppo Economico di via Molise. C’è anche una delegazione di lavoratori di Eutelia che ha voluto portare agli operai di Alcoa il proprio sostegno. Nel pomeriggio saranno proprio i precari del gruppo Omega, in sciopero generale, a manifestare davanti a Palazzo Chigi.

Una situazione che potrebbe diventare esplosiva. Da una parte per l’assenza del ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, in Russia per impegni istituzionali, e dall’altra per l’annuncio della cassa integrazione da parte di Alcoa.

L’azienda inizialmente aveva fatto sapere che non ci sarebbe stata nessuna sospensione della produzione salvo informare gli operai, venerdì scorso, del fermo degli impianti. I lavoratori hanno reagito occupando la fabbrica e trattenendo alcuni dirigenti. Poi un accordo per sospendere per 15 giorni tutto, in attesa del confronto. Infine martedì l’avvio della cassa integrazione.

All’origine della chiusura dei due impianti del colosso statunitense dell’alluminio (quello sardo e quello veneto) c’è la fornitura di energia elettrica. Con l’ok della Commissione Europea, Alcoa ha ottenuto l’energia a prezzi agevolati dal 1995. La convenzione, scaduta nel 2005, è stata continuamente prorogata fino ad oggi. La scorsa settimana, però, la Commissione europea ha inflitto ad Alcoa una multa da 270 milioni come restituzione dei benefici ottenuti in questi quattro anni. Governo italiano e Alcoa cercano adesso un nuovo accordo per le forniture elettriche a prezzi competitivi.

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