Il conto è salato per i ristoranti senza crocefisso

Casteldelci, 500 abitanti, piccolo comune incastrato nell’appennino riminese, proprio sotto il monte Fumaiolo, dove si trovano le sorgenti del Tevere. È da qui che parte la crociata contro Strasburgo, in difesa “dei fondamentali valori civili e culturali dello Stato Italiano”. Con un’ordinanza inedita (la n.4 del 16 novembre 2009) il sindaco leghista Mario Fortini ha introdotto l’obbligo dell’affissione del crocifisso in tutti i locali ed esercizi pubblici, pena una multa di 500 euro.

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Dopo la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, che vieta in sostanza la presenza nelle scuole del simbolo della cristianità, il sindaco Fortini ha deciso di “dare l’esempio” e fare da solo, in forza anche del ricorso del governo italiano contro la decisione della corte. Nell’ordinanza il sindaco “ordina di esporre immediatamente il Crocefisso in tutti gli edifici pubblici presenti nel territorio di questo Comune, quale espressione dei fondamentali valori “civili” e “culturali” dello Stato Italiano”.

Per “edifici pubblici” si intendono però, è lo stesso sindaco a spiegarlo, “anche i pubblici esercizi quali ristoranti e bar e tutti i titolari di una licenza statale”, non solo scuole ed edifici amministrativi. Praticamente qualsiasi luogo che non sia un’abitazione privata. Tra un paio di settimane i vigili urbani del paese cominceranno con i controlli. Chi non avrà ottemperato all’ordinanza e si vedrà somministrato un verbale da capogiro potrà contestarlo in diversi modi: in via informale andando al palazzo comunale per spiegare le sue ragioni “Se per esempio uno vende i kebab ed è di dichiarata fede musulmana – spiega il sindaco – non ci sono obiezioni”. In tutti gli altri casi o per chi non ha intenzione di dover spiegazioni per quanto riguarda il proprio credo religioso, non resta che ricorrere al Tar (il Tribunale amministrativo regionale) dell’Emilia Romagna oppure al Presidente della Repubblica.

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54 commenti

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54 risposte a “Il conto è salato per i ristoranti senza crocefisso

  1. Pingback: L'espresso | Piovono rane » Blog Archive » E col sushi come la mettiamo? di Alessandro Gilioli

    • bob morgensen

      Enna. Ordinanza sindacale per mantenere il
      NON SOLO LEGHISTI – QUESTO è UN SINDACO DI CENTROSINISTRA

      crocifisso in aula, previste multe di 500 euro

      Enna. Cinquecento euro di multa a chi prova a togliere i crocifissi dalle aule. E’ una questione anche di decoro. Dopo la sentenza della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo in cui si parla di violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo la libertà di religione degli alunni, arriva l’ordinanza del sindaco di Enna, Rino Agnello, che così come altri colleghi italiani “ordina di mantenere il crocifisso nelle aule delle scuole del comune di Enna come espressione dei fondamentali valori civili e culturali del Paese, perlomeno fino all’esito del ricorso alla Corte europea, espletato dallo Stato italiano, salvo diverse disposizioni”. Lo fa con un’ordinanza che cita i pronunciamenti sul tema.
      “Da più parti mi viene richiesto, ad esempio dai dirigenti scolastici, se dare seguito o meno, alla sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo che sostanzialmente ha vietato di tenere affisso il crocifisso nelle aule di ogni ordine e grado. Così ho deciso di emettere questa ordinanza che permette il mantenimento del crocifisso almeno fino a quando sarà espletato il ricorso presentato dallo Stato Italiano – dice il sindaco Agnello – Il crocifisso nelle aule scolastiche non è un’imposizione religiosa, ma un simbolo. – prosegue Agnello – ancora più in una città dal forte senso mariano e che, comunque, si è sempre rivelata accogliente con gli stranieri e con chi pratica altre fedi religiose. Questa non è una questione religiosa perché il crocifisso appeso nelle aule scolastiche non penso intacchi principi di laicità dello Stato. E’, invece, un problema di valori e di tradizioni che le istituzioni hanno il dovere di passare ai bambini e ai giovani e dei bambini, affinché crescano con coscienza. Il crocifisso rappresenta proprio i valori della nostra nazione e delle sue tradizioni”.
      Nell’ordinanza il sindaco sottolinea come “l’esposizione del crocifisso in una sede non religiosa, quale l’aula scolastica, non assume un significato discriminatorio sotto il profilo religioso, poiché rappresenta valori civilmente rilevanti che ispirano il nostro Ordine costituzionale che sono base del nostro convivere civile delineano la laicità propria dallo Stato a prescindere dalla religione seguita dagli alunni, come definito nella sentenza della Corte Costituzionale

      • simonetta fanelli

        ma che differenza fa con l’obbligo per gli ebrei di portare la stella di Davide?
        Noi siamo già nel nazismo…

      • «l’esposizione del crocifisso in una sede non religiosa, quale l’aula scolastica, non assume un significato discriminatorio sotto il profilo religioso, poiché rappresenta valori civilmente rilevanti che ispirano il nostro Ordine costituzionale che sono base del nostro convivere civile delineano la laicità propria dallo Stato a prescindere dalla religione seguita dagli alunni, come definito nella sentenza della Corte Costituzionale»
        Da questo ragionamento ad arrivare ai Talebani il percorso è in linea retta.

      • giorgio

        sei grande….tutto vero, ricordino tutti compresi gli extra comunitari che se diamo accoglienza (a tutti) è grazie ai principi espressi da tale simbolo!!!!!

      • Non è certo un simbolo che esprime dei principi.
        Come se l’ospitalità fosse prerogativa assoluta della croce.
        Io sono agnostico ma credo nell’ ospitalità e in molti altri valori.
        Non ho bisogno di un crocefisso per esserlo.
        Se qualcuno proprio vuole il crocefisso,nessuno vieta di portarselo al collo.
        La laicità è la libertà di tutti di credere a ciò che si vuole,di ogni religione ad avere un luogo in cui pregare, ma anche di NON credere.
        Un qualsiasi burocrate che “obbliga” una qualsiasi icona, considera gli italiani dei bambini che non sanno scegliere cosa sia giusto o sbagliato.

  2. L’unica cosa che mi viene da dire è una cosa che non sta bene in bocca ad una signora… 😐

  3. Cretini si ma non credo fino a ‘sto punto. Ho letto di “edifici pubblici” e non di “locali pubblici”. Mi sbaglio?

    • ilcarattere

      Nell’ordinanza è scritto semplicemente “edifici pubblici” ma il Sindaco ha specificato che i locali oggetto della decisione sono anche quelli titolari di una licenza derivante da una concessione dello Stato. Quindi le multe verranno rilevate, se necessario, anche negli esercizi pubblici. Poi sarà il Tar a stabilire se legittimo o no.

  4. Dario

    voglio scappare dall’italia…

  5. franca

    Stiamo facendo grandi passi … indietro come i gamberi
    Il medioevo è alle porte!
    A quando la nomina di un tribunale per la santa inquisizione ?
    Quello che mi sconcerta è che queste “iniziative” vengono prese sia dai leghisti che da sinistra – vedi Enna.
    La sottomissione è bipartisan !

  6. microrama

    M’immagino la scena al bar:
    «Buongiorno, signor Brambilla. Sembra che in questo locale non sia esposto il crocifisso. Conferma?»
    «Buongiorno, signor maresciallo. Ma, scusi, in che senso?»
    «Come, in che senso? Non ha presente l’ordinanza del Sindaco? I 500 euro di multa?»
    «Oh… eh… Certo, certo, come no, ho presente! Sì, ma, vede… io sono… musulmano.»
    «Signor Brambilla, non mi prenda in giro. Non mi risulta che qui lei venda kebab.»
    «E che c’entra? I musulmani mica mangiano solo kebab!»
    «Suvvia, signor Brambilla, io stesso l’ho vista l’altra domenica a Messa! Da quand’è che è diventato musulmano?»
    «Beh, vede, signor maresciallo… (*gulp*) Da ieri.»
    «Da ieri?»
    «Da ieri.»
    «…Ha prove del fatto che sia musulmano?»
    «Uhm… Inshallah, Allahu Akbar…»
    «Hmm, vabbè. Faccio finta di crederle. Intanto mi porti un caffè corretto… Quant’è?»
    «Glielo offre la casa, signor maresciallo… Ehm, inshallah…»

  7. giovanni ruggiero

    se basterà andare al comune a dire “non sono credente” per annullare il verbale allora è l’ennesima regola inapplicabile fatta solo per aumentare l’anarchia giacchè avremo un’altra regola che possiamo non rispettare. Se invece non è così qualcun’altro andrà di nuovo alla corte europea dei diritti dell’uomo (per risparmiarmi 500 euro ci andrei) che ribadirà il verdetto. Comunque l’Italia non è un paese caratterizzato dal rispetto dei valori cattolici giacchè i credenti praticanti sono in netta minoranza rispetto ai cosidetti “credenti” ma poi non praticanti, quindi non è opportuno rappresentarci con il simbolo reigioso.

    • Disoccupati di tutta Italia, uniamoci!
      La signora che ha fatto ricorso per il crocifisso, deve ricevere dallo Stato 5000€ di danni,questa ammenda avviene per ogni denuncia da parte dei cittadini che si ritengono offesi dal crocefisso, finché i crocifissi non verranno rimossi.Abbiamo trovato un modo per farci restituire il maltolto dallo Stato.Che mettano i crocifissi dovunque, non è un problema, ma io mi ritengo offeso da subito. 😉

  8. Dario

    @microrama
    geniale!

  9. Giovanna

    io non ho parole… non ho parole…

  10. claudio

    siamo messi come un c…o nel c–o e abbiamo chi si preoccupa di appioppare 500 euro di multa a chi lavora e lo elegge, per ste stronzate!
    …ma siamo ormai abituati leghisti, capi del governo bugiardi ladri e corruttori e a pagare il decoder dopo il canone rai annuale (no a viterbo , ahhhh perchè?) gli altri nel 2012 ….svegliaaaaaa italiani onesti…..

  11. Stelvio

    L’idea per i disoccupati non è male, però c’è da considerare che prima va fatta tutta la trafila dei gradi di giudizio italiani. La Corte ha infatti una funzione sussidiaria: solo una volta espletati questi, tutti fino al giudizio definitivo, si può ricorrere a Strasburgo. Considerate che i giudici italiani hanno parlato del crocifisso come “simbolo di laicità” e che intanto bisognerebbe pagare l’avvocato per tutto il tempo: non so quanto sia conveniente.
    ps per l’ultimo commentatore: puoi spiegarmi meglio l’affare del decoder? Anche io mi sono chiesto infatti: perché a Viterbo no?
    Grazie mille.

  12. Francesco

    io lo appenderei il croceaffisso, sì
    MA ALLA ROVESCIA!!!

  13. Alkatraz

    Ma è possibile che nessuno si renda conto che è una provocazione bella e pura?!!! Sono esterefatto, a prescindere dal fatto che il crocefisso se non significa nulla per la persona che lo guarda è meglio che stia dove deve stare. Ma imporre ad un paese di cui si è all’oscuro sia dal punto di vista culturale che antropologico o territoriale, non lo trovo giusto. La stessa FINLANDIA ha una croce sulla bandiera nazionale!!! Come l’Inghilterra, Burundi, Danimarca, georgia grecia, malta svizzeri, ungheria ecc. ecc. e la “Croce Rossa”… insomma a me pure danno fastidio i Burqa, ma non vado a strapparglieli dalla faccia, e le croci celtiche messe per moda, le croci celtiche indossate per moda. Al giorno d’oggi tutto si fa per apparire e appartenere! il bisogno di gregarismo di noi uomini è pari solo alla nostra razza!!! E comunque chi ha il cervello nella posizione giusta sa giudicare da sè e non viene condizionato “a vista”, io vivo a Roma dove c’è la sede del Vaticano…sapete quanti preti e vescovi vedo ogni giorno per le strade? Vi assicuro che non sono diventato un prete nè un religioso. In Finlandia probabilmente le nuvole annebbiano la mente…io qui in ITALIA ci vedo bene.

    • Noi avevamo il simbolo di un re traditore che è scappato dall’Italia, vogliamo rimettere il simbolo? Ma che tesi porti?Tu dai per scontato che la croce sulle bandiere nordiche sia di origine religiosa?
      La croce esiste da molto prima e comunque dovresti motivare ciò che scrivi confutandolo con dei fatti.
      Dato che si parla di crocifisso associato alle parole “nostra” e “cultura”, vorrei capire! Non sono danese, norvegese, finlandese,di che stiamo parlando?La croce bianca su sfondo rosso era nella bandiera del Regno d’ Italia il “modello Bigotti”.Ora siamo una repubblica, governata anche da chi fa riti e matrimoni celtici e si pulisce il culo con il tricolore,ma se gli tocchi il crocefisso…conosco una sola parola per personaggi come questi…IPOCRITI.
      Del crocefisso non gli frega nulla.Serve solo a distrarci da problemi più grandi, che per loro non importanti, tipo il debito pubblico che ci schiaccia.

    • Anche i roghi dei Pagani e non rappresentano le nostre origini cristiane…ricorda Giordano Bruno.

  14. Pingback: martameo » Amare la libertà

  15. Ser

    Mi chiedo se qualche esercente ha già pensato di non esporlo per essere multato, non voler dare spiegazioni e quindi intentare e vincere, con gran probabilità, la causa al TAR contro il sindaco nella sua persona e nel suo ruolo. Il che si dovrebbe tradurre poi in una salatissima multa al sindaco e al comune, che con tutti i problemi che già hanno i comuni italiani, sarebbe una stangata.

    La legge si deve dovrebbe sempre saper usare in proprio favore, come qualcuno più in alto del sindaco costantemente ci insegna.

    Insomma, “tu fa la legge e io la uso” è come dire “tu dividi la torta e io scelgo la fetta”, no?

  16. nora

    sono pienamente daccordo! e bruciare il corano sulla pubblica piazza!

  17. E se a fianco del crocefisso appendiamo un piccolo Buddha? Cioè, non un budino!

  18. Parsival

    ma cosa aspetta la gente ad eliminare questi pericolosi individui deficenti?

  19. renato

    io non sono credente nè cattolico e, siccome le mie radici sono cristiane vedere un crocifisso appeso ovunque non mi crea nessun fastidio. la cosa che mi dà molto fastidio è essere condizionato da tutte queste persone che vengono in italia e che vorrebbero cambiare il nostro modo di vivere. non me ne frega un c…o della società multietnica, lo straniero o si adatta o se ne torna a casa sua!

    • Sono perfettamente d’accordo con Renato!!!!!
      Vorrei anch’io l’integrazione, ma gli extracomunitari fanno i comodacci loro, insultano. sputano e dicono “Italiani di m….”! No, non sono razzista, ma sono stufo della prepotenza…

  20. Stelvio

    Io, caro Alkatraz, sono esterefatto dal vedere che non si coglie la differenza tra i burqa e le celtiche – indossate da singole persone per conto loro – e i muri di un edificio pubblico. Davvero resto basito. E poi, basta con il crocifisso come “cultura”, o “tradizione”: da ateo, credo sia meglio evitare simile bestemmie. O, più laicamente, scempiaggini.
    Saluti.

    • Alkatraz

      Caro Stelvio, mi spiace che non sia riuscito a farti capire o tu abbia frainteso le mie “parole”, credevo fosse chiaro ai più invece mi sbagliavo. Quindi il chiarimento è d’obbligo. Ho citato il burqa o le celtiche allo stesso modo di come avrei potuto citare la svastica o la falce e martello, o la stella di Davide o qualsiasi altro simbolo legato ad una appartenenza. Anche fumare le Marlboro o indossare scarpe All Star o una Kefiah significa appartenere a “qualcosa” sempre che ci creda in queste cose, ovvio! Tuttavia ci sono persone con la Kefiah che bevono coca cola…spero che questo paradosso non debba spiegartelo!! Rientrando nei ranghi, il mio pensiero espresso sopra intendeva dire che: a mio giudizio, ma potrei sbagliare, il sindaco ha solo voluto essere polemico per dimostrare a modo suo che una simbologia visiva non può essere considerata come “plagio”, ed il mio riferimento alla cultura non era riferito al crocefisso ma al paese ITALIA. E qui ho necessità di dilungarmi perchè tu non confonda nuovamente le mie parole: il nostro paese è fatto di un insieme di ideologie, tradizione, cultura, storia e di tutta una serie di elementi che fanno parte in modo viscerale di noi ITALIANI, e ti assicuro che è difficile per molti popoli comprendere questo nostro “pathos”, così come per NOI è difficile adattarci alle abitudini di altri paesi, sei mai stato in Somalia, in America Latina, in Sud Africa o anche in Svizzera? …io per lavoro ho viaggiato molto e mi sono sempre adattato in tutti i paesi in cui sono stato, eppure non ho cambiato i miei “credo” solo per aver visto dei simboli che mettevano in discussione le mie idee. Mi spiace che tu abbia frainteso quanto avevo scritto sopra e auspico che adesso sia stato più chiaro. Il crocefisso stia pure dove deve stare ma solo se ha significato di esservi!!! In definitiva credo solo che la libertà sta nel saper discernere e decidere di se stessi, ma mi sento offeso pensando che ci sono persone in Italia ed in altre parti del mondo che pensano che alcuni uomini possano decidere di “ESSERE” qualcosa o qualcuno unicamente guardando un Crocefisso appeso. O una semiluna o una divisa o una marca sulla tua maglietta o una collana appesa al collo o l’automobile che mi passa davanti, ci vuole ben altro a condizionarmi. Chi decide di non adattarsi alle regole altrui torni al calduccio della propria casa e se ne stia tranquillo lì!!!

      • «Chi decide di non adattarsi alle regole altrui torni al calduccio della propria casa e se ne stia tranquillo lì!!!»
        Scusami io sono nato in Italia e sono ateo ed anticlericale,devo emigrare?
        Capisco dove vuoi parare,ma quella regola o vale per tutti o per nessuno.
        Io non devo rimuovere il crocefisso dalle aule scolastiche per non offendere il clero o i credenti. Perché io devo tollerare il crocefisso nei luoghi pubblici?
        P.S. ANTONELLO nessuno “straniero” come dici tu ha chiesto un bel niente.
        Buttarla sullo straniero che chiede questo o quello, non funziona più ok!

  21. ANTONELLO

    La legge fatta dal sindaco mi sembra un po eccessiva, però dico solo questo: siamo in Italia paese prettamente cattolico, allora o si adattano gli stranieri oppure se ne tornassero nelle loro nazioni,( paese che vai usanze che trovi ) è un vecchio detto ma sempre valido.

  22. Lello

    la follia ha raggiunto i massimi livelli, oramai non si concepisce + come guidare un paese, dicono di non guidare ubriachi, ma quelli che guidano questo paese oramai sono ubriachi per natura, drogati fino all’osso, e si sa cosa succede quanto “guidi” in questo stato, riprendetevi il vostro pensare evitateli come una me..a toglieteci potere non ascoltateli qualsiasi cosa vogliano dire o pretendere di sapere lasciateli nell’ ignoranza…

  23. NON SOLO LEGHISTI !
    QUESTO è UN SINDACO DI CENTROSINISTRA !!

    Enna. Ordinanza sindacale per mantenere il crocifisso in aula, previste multe di 500 euro

    Enna. Cinquecento euro di multa a chi prova a togliere i crocifissi dalle aule. E’ una questione anche di decoro. Dopo la sentenza della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo in cui si parla di violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo la libertà di religione degli alunni, arriva l’ordinanza del sindaco di Enna, Rino Agnello, che così come altri colleghi italiani “ordina di mantenere il crocifisso nelle aule delle scuole del comune di Enna come espressione dei fondamentali valori civili e culturali del Paese, perlomeno fino all’esito del ricorso alla Corte europea, espletato dallo Stato italiano, salvo diverse disposizioni”. Lo fa con un’ordinanza che cita i pronunciamenti sul tema.
    “Da più parti mi viene richiesto, ad esempio dai dirigenti scolastici, se dare seguito o meno, alla sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo che sostanzialmente ha vietato di tenere affisso il crocifisso nelle aule di ogni ordine e grado. Così ho deciso di emettere questa ordinanza che permette il mantenimento del crocifisso almeno fino a quando sarà espletato il ricorso presentato dallo Stato Italiano – dice il sindaco Agnello – Il crocifisso nelle aule scolastiche non è un’imposizione religiosa, ma un simbolo. – prosegue Agnello – ancora più in una città dal forte senso mariano e che, comunque, si è sempre rivelata accogliente con gli stranieri e con chi pratica altre fedi religiose. Questa non è una questione religiosa perché il crocifisso appeso nelle aule scolastiche non penso intacchi principi di laicità dello Stato. E’, invece, un problema di valori e di tradizioni che le istituzioni hanno il dovere di passare ai bambini e ai giovani e dei bambini, affinché crescano con coscienza. Il crocifisso rappresenta proprio i valori della nostra nazione e delle sue tradizioni”.
    Nell’ordinanza il sindaco sottolinea come “l’esposizione del crocifisso in una sede non religiosa, quale l’aula scolastica, non assume un significato discriminatorio sotto il profilo religioso, poiché rappresenta valori civilmente rilevanti che ispirano il nostro Ordine costituzionale che sono base del nostro convivere civile delineano la laicità propria dallo Stato a prescindere dalla religione seguita dagli alunni, come definito nella sentenza della Corte Costituzionale

  24. Gesù sarebbe niente felice, vedendo questo.

  25. Reduno

    Penso che ci sia poco da fare gli spiritosi. Il crocifisso è il simbolo della nostra religione. Noi siamo credenti “all’acqua di rose” mentre per es. i musulmani stanno sempre a pregare. Stiamo attenti che non diventino più numerosi di noi cristiani. Potrebbero tagliarci il collo!

  26. jonny

    Beh, né il sindaco di Enna né tantomeno quello della provincia di rimini possono imporre di esporre il crocifisso.
    Innanzitutto perché la corte di Strasburgo ha dato un ORDINE e non si riferisce solo al crocifisso, ma a TUTTI i simboli religiosi, solo che ai leghisti e altra gentaglia non conviene far sapere che la sentenza è rivolta a tutti i simboli religiosi.
    E secondariamente perché in un esercizio PRIVATO (lo dice la parola stessa) nessuno può imporre di esporre un simbolo religioso, calcistico, politico, di qualunque specie se non è il PRIVATO commerciante a stabilirlo. Nel proprio negozio il commerciante PRIVATO è libero di mettere ciò che vuole (l’importante è che non leda il senso di pudore pubblico, esponendo ad esempio poster con donne nude e simili).
    Io direi che innanzitutto questi sindaci devono tornare a scuola, possibilmente alle medie INFERIORI, per imparare seriamente l’etimologia delle parole, quindi cosa significa PRIVATO e SENTENZA.
    Poi che studino un pò di diritto, sempre per capire il significato di PRIVATO e SENTENZA della Corte di Strasburgo e a cosa equivale il loro gesto di fanatismo.

    Personalmente io sono contrario all’esporre ogni simbolo religioso negli uffici pubblici e esercizi commerciali (e lo dico da credente) per il semplice fatto che la religione è un qualcosa di personale e non si può invadere in questo modo uno spazio (quello pubblico…scuole, uffici, ecc…) che è di TUTTI, credenti e non e credenti di altre religioni.
    Perché i credenti cattolici (o sedicenti tali) hanno bisogno di esporre ovunque il loro simbolo religioso? Di che hanno paura?
    Non è esponendo un simbolo che la gente migliora o diventa buona o cambia religione.
    Quello che la chiesa e tanti credenti (o sedicenti tali), non hanno ancora capito è che la tolleranza, l’umiltà e il non voler esser al primo posto, non voler primeggiare (per cosa poi? le religioni sono TUTTE uguali, hanno pari dignità) che devono mettere in atto.
    La religione cattolica (e ripeto, lo dico da credente) non è migliore di nessuna altra. E’ una religione fra le altre. Ognuna dice di avere la propria verità assoluta, ma nessuna di queste può avere l’arroganza di dire che la sua è l’unica e che quella delle altre non lo è.
    RISPETTO. Ci vuole innanzitutto RISPETTO.
    E il clero cattolico, oltre a tanti credenti (o sedicenti tali) ne ha poco.

  27. Saverio

    Sempre costretti ad essere servi vigliacchi del pagliacciume vaticano. Ed il bello è che tutti questi miseri personaggi che si stracciano le vesti per il Crocifisso sono quelli che più di tutti sono lontani al vivere secondo qui dettami che il Vangelo impone.
    Piccola, piccola, piccola, misera e squallida italietta vigliacca ed ipocrita oltre qualunque immaginazione.

  28. Pingback: Obbedire obtorto collo « Il mondo secondo Fabio

  29. Enrico

    Cosa non si fa per avere i voti della chiesa…. che ipocriti…

  30. gredase

    non credo possano imporre nulla.
    del resto la sentenza è una cretinata (il perchè l’ho copiosamente affermato in commneti in altri blog)

  31. Pingback: Italia, 2009 « Blog del circolo online del PD “Barack Obama”

  32. Silvano Madasi

    Chissà come si scrive “INRI” in dialetto? E Gesù, dovrebbe avere il perizoma verde? Era un extracomunitario? un irregolare? E se fosse salito su un barcone, sarebbe stato respinto?

  33. Arrivo in riterdo, ok, ma mi fate capire?

    Se uno va in municipio a fare un’informale chiacchierata a voce col sindaco o con un suo funzionario, dichiarandosi musulmano, e facendo vedere che ha davvero la faccia da musulmano, allora viene esentato dall’obbligo con un’amichevole pacca sulla spalla, e gli viene cancellata la multa sottobanco senza nemmeno percorrere la trafila prevista per i normali ricorsi scritti; se invece ha la pecca imperdonabile di essere un ateo o agnostico regolarmente nato in Italia e cittadino italiano, allora non ha giustificazioni e deve essere stroncato?

    Lisa

  34. Stelvio

    No Alkatraz, confesso di non aver capito. Non capisco bene dove va a parare il pensiero che hai articolato. Ho iniziato a smarrirmi girovagando tra i paesi che hai visitato (ti sei trovato bene? Ma di fronte a tradizioni, usi e costumi, spero) infine, di fronte all’apice – “il crocifisso stia pure dove deve stare ma solo se ha il significato di esserci” – ammetto di essere schiantato. Definitivamente.
    Cosa vuol dire avere il significato di esserci? A me, caro Alkatraz, la questione sembra molto più semplice. E’ una questione di princìpi (uno dei maggiori è appunto la laicità no?) e i princìpi non tollerano paragoni: non ci sono Sud Africa, Svizzera, America latina o Somalia che tengano. Possiamo arrivare fino in Angola se credi: resta il fatto che uno Stato laico (l’Italia non lo è, è semmai schifosamente clericale, e in più areligioso: insomma, il danno e la beffa) non può vestire alcuna tunica, immedesimarsi in nessun rito. E’ quello che invece fa esibendo quella croce nelle scuole, negli ospedali, nei tribunali, etc.
    Inutile stare qui a menarcela: quello è un simbolo religioso, di una specifica religione, e viola – in un’istituzione laica – la libertà di religione altrui. E di chi non ne professa nessuna.Punto e basta. Il ragionamento della Corte dei diritti dell’uomo è elementare nella sua logicità. O davvero, per non “imporre ad un paese” di non togliere il crocifisso, lasciamo che il paese imponga il suo culto di riferimento alle persone che ci vivono?
    Credevo avessimo fatto più strada. Mamma mia.

  35. Pingback: Non hai il crocefisso? Multa da 500 euro « A Fuoco la Curia

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