Caso Cucchi, la cronistoria

Dopo le foto-choc esposte dalla famiglia, la misteriosa morte di Stefano Cucchi è diventata un caso nazionale. Sui giornali, nelle stanze della politica, perfino negli stadi: tutti chiedono chiarezza, accertamento delle responsabilità, giustizia. Tra tanto clamore (più che giustificato, anzi auspicabile), però, il rischio è quello di perdere il filo. Vi proponiamo una scheda riassuntiva. Ecco cos’è successo in ordine cronologico, dal momento del fermo alla terribile scoperta del cadavere straziato. La notte fra il 15 e il 16 ottobre Stefano Cucchi, giovane geometra di 31 anni, viene fermato da due carabinieri della stazione di Appio Claudio, all’interno del parco degli acquedotti. È circa l’una e mezza del mattino. Cucchi viene trovato con 29 grammi di hashish. I carabinieri decidono di portarlo a casa per perquisire la sua camera.

Non trovano nulla. Stefano tranquillizza i genitori che dai carabinieri si sentono dire che il figlio tornerà a breve a casa. Sembra un normale fermo.

Cucchi viene portato alla stazione dell’Appio Claudio. Lì non c’è posto. Viene trasferito a Tor Sapienza. Dorme nella camera di sicurezza della stazione. Avverte di soffrire di epilessia; intorno alle 4 del mattino infatti il piantone chiama un’ambulanza perché Cucchi si sente male. Verrà dichiarato dai medici che Cucchi rifiutava le cure e voleva tornare a dormire.

La mattina dopo, il 16, si tiene l’udienza di convalida. Cucchi e il padre parlano alcuni minuti seduti su una panca. Il padre nota tumefazioni importanti a livello occipitale. Che cosa è successo? Dicono che Cucchi sia caduto durante la sua permanenza presso la stazione dei carabinieri.

La giudice convalida il fermo e lo dichiara in stato di arresto. Cucchi è alterato e scalcia la sedia. Viene portato al carcere di Regina Coeli. Lì viene visitato e portato al Fatebenefratelli. Gli riscontrano tumefazioni e lividi. Il giorno dopo gli vengono fatte le lastre: lesioni alle vertebre L3 e coccigee.

A Cucchi viene consigliato il ricovero che però sarebbe stato rifiutato. Torna a Regina Coeli ma per una sola notte. Verrà immediatamente ricoverato e portato al braccio penitenziario dell’ospedale Sandro Pertini. Lì Cucchi, secondo i medici che saranno ascoltati nel pomeriggio dal pm Vincenzo Barba, mantiene un comportamento poco collaborativo.

I genitori tutti i giorni cercano di vederlo. Non è possibile, manca l’autorizzazione. Il primo giorno vengono fatti entrare ma solo per dirgli che manca il documento. Il giorno successivo rimangono sulla porta. Devono chiedere l’autorizzazione a piazzale Clodio. I medici dicono ai genitori di non preoccuparsi, Stefano è tranquillo. I genitori ottengono l’autorizzazione per il 25, troppo tardi.

I medici dichiarano che Cucchi rifiuta l’alimentazione. Rimane tutto il tempo con il lenzuolo sul viso, coperto. Non si fa vedere. Dopo sei giorni Stefano cucchi muore. Le foto diramate dalla famiglia mostrano un corpo scheletrico e pieno di tumefazioni.

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