Istanbul, un Ramazan sotto l’acqua

I quartieri poveri di Istanbul

Fino al 19 settembre Istanbul continuerà il suo Ramazan, il mese di digiuno che ogni anno si rispetta per ricordare la rivelazione del Corano e che rappresenta uno dei cinque pilastri dell’Islam. Ma non sarà più come prima.

Due giorni fa un violento nubifragio ha interrotto la festa che dal 28 agosto, ogni sera durante l’Iftar, la cena, anima tutta la città. L’ippodromo di Sulthaname’t, centro nel centro, in particolare. La gente si dava appuntamento lì: intere famiglie che al tramonto stendono tappeti e teli sul prato, accendono le bombole a gas, mettono teiera e caffettiera impilate una sull’altra sul fuoco. Preparano piatti, scartano pide e teglie di carne, verdure, riso pilaf. E si apprestano a condividere il pasto con gli altri, mentre la festa comincia e la piazza si anima di persone e profumi, al quarto canto del Muezin della giornata.

Secondo i meteorologi domani potrebbe essere un’altra giornata difficile, con forti precipitazioni. Alcuni quartieri, quelli dove la densità abitativa è più alta, ancora non sono usciti dall’emergenza perché sprovvisti di un adeguato sistema fognario. Nella sola città ci sono stati 26 morti; 32 con quelli della provincia di Tekirdag.
E’ la peggiore alluvione degli ultimi 80 anni.

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