Archivi del mese: agosto 2009

Dylan canta il Natale e fa beneficenza

C’è già chi canta “Is snowing in the wind”, oppure “Hey mr Santa Claus, play a song for me”. Non se lo aspettava nessuno, a parte qualche anticipazione durante l’estate. Invece è arrivata la notizia ufficiale: il 47esimo album di Bob Dylan sarà pronto a ottobre, appena sei mesi dopo l’uscita di Together through life. Questo non sarà però un’uscita come le altre. Dylan è abituato a stupire e anche stavolta non tradisce le aspettative. Il nuovo LP si chiama Christmas in the heart, interamente dedicato al Natale con famosi standard come “Must Be Santa,” “Little Drummer Boy,” “Winter Wonderland” e “Here Comes Santa Claus.” La notizia è stata data dal mensile Rolling Stone e confermata a tutti i fan sul sito internet di Dylan.

La seconda notizia, che rende questo album, se possibile, ancora più unico, è che tutti i proventi dei diritti andranno in beneficenza a Feeding America, la più importante associazione di beneficenza americana che si occupa di assicurare un pasto a quasi un milione e mezzo di famiglie americane che vivono in povertà. Mentre le future royalties di Christmas in the heart saranno devolute in favore di altre associazioni di beneficenza in tutto il mondo.

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Marcellina, giù dalla torre. La Cim verso l’accordo col comune

Il marchio Cim dietro un imballaggio

La Cim può ufficialmente chiudere, ma per ferie.
Ieri il consiglio comunale a Marcellina, stamattina l’incontro in prefettura fra il sindaco Alfredo Ricci, i delegati sindacali, Massimo Bernardoni della proprietà, alla presenza di Giuseppe Pecoraro.

Il risultato non è naturalmente definitivo, ma fa ben sperare: tutto sospeso fino al 3 settembre, quando si terrà la conferenza dei servizi per discutere della sospensione del bando di gara che quel terreno di Cesalunga potrebbe assegnarlo a qualcun altro.

Per il momento gli operai tirano il fiato. Nel primo pomeriggio ricevono la telefonata del loro rsu: “preparatevi a scendere, buone notizie”.
Erano rimasti in tre, dopo che Paolo, per un colpo di calore, si era sentito male ed era stato fatto scendere. Ora la torre è vuota. Tutti a casa.

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Marcellina, le cave, gli operai sulla torre per un contratto d’affitto

gli operai sulla torre

Marcellina è un piccolo comune della provincia di Roma, non lontano da Tivoli; 7.000 anime, un impianto per la produzione di intonaco, malta, calce, che fino a due giorni fa era noto solo agli addetti ai lavori. La Cim, Calci Idrate Marcellina, sorge in località Cesalunga, davanti ad una cava di calcare che da lontano sembra un’ampia gradinata che svetta fra i boschi. Continua a leggere

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Rosita Torre, la vedova dimenticata dallo Stato

Rosita Torre con il marito Emanuele Sidoni

Rosita Torre con il marito Emanuele Sidoni

Quella di Rosita Torre è una storia di promesse a vuoto e di burocrazia ottusa. Una storia che comincia con un terremoto, che le ha portato via il marito e due suoceri. Oggi, dopo quattro mesi, quel terremoto non scuote più la terra ma la dignità e la stabilità economica di una famiglia.

Rosita Torre è la vedova di Emanuele Sidoni, l’unico residente a Roma tra le 306 vittime del sisma del 6 aprile. Emanuele aveva 60 anni ed è morto insieme ai genitori Emidio e Maria Fina nella casa di Castelnuovo, nel comune di San Pio delle Camere, a quasi 30 chilometri dall’Aquila. Oggi la vedova e i suoi figli non hanno diritto a niente.
LEGGI ANCHE: Le rovine dimenticate di Castelnuovo (foto) | Castelnuovo: dopo il sisma, il rischio bancarotta (video)
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Cronache dentro il terremoto: il racconto quotidiano di Giustino Parisse

Il 7 agosto 2009 Domenico Parisse avrebbe compiuto 18 anni. Suo padre Giustino, caporedattore del Centro a L’Aquila, non gli ha potuto organizzare la festa che sognava. Lui e la moglie Dina hanno invece solo una tomba su cui piangere Domenico, Maria Paola, l’altra figlia di appena 16 anni, e il padre di Giustino, che si chiamava Domenico anche lui.
Il 7 agosto Giustino Parisse ha presentato un libro, si chiama “Quant’era bella la mia Onna, cronache da dentro il terremoto”: una raccolta dei suoi articoli pubblicati sul Centro dopo la tragedia. Ad appena una settimana dal sisma che gli ha distrutto la famiglia, Giustino Parisse è tornato sul campo a fare il suo mestiere. Chi ha letto il giornale in quei giorni ha visto riapparire, il 14 aprile, la sua firma e le sue parole, una in fila all’altra, un io narrante che ha accompagnato gli aquilani accampati nelle tende, oppure chi si era spostato sulla costa, tra le ossa rotte del cratere e facendo quello che un giornalista sente di dover fare in ogni momento, anche col lutto nel cuore: raccontare.
L’intero ricavato del libro (prezzo 10 euro) sarà interamente devoluto alla Pro loco e alla Onlus di Onna per la ricostruzione.
Accanto a Giustino Parisse, alla presentazione c’erano Guido Bertolaso, il sindaco de L’Aquila Massimo Cialente, il direttore del Centro Luigi Vicinanza ma soprattutto i cittadini di Onna, che hanno riempito la chiesa tenda del campo, in piedi a decine anche fuori. Giustino Parisse ha raccontato il terremoto e ha fatto a Domenico, nel giorno del suo diciottesimo compleanno, un grande regalo. Ha continuato la sua missione, in aiuto agli abruzzesi, agli aquilani e agli onnesi, la sua gente che, come lui, deve ricostruire e ricominciare.

Giustino Parisse
Il 7 agosto 2009 Domenico Parisse avrebbe compiuto 18 anni. Suo padre Giustino, caporedattore del Centro a L’Aquila, non gli ha potuto organizzare la festa che sognava. Lui e la moglie Dina hanno invece solo una tomba su cui piangere Domenico, Maria Paola, l’altra figlia di appena 16 anni, e il padre di Giustino, che si chiamava Domenico anche lui.

Il 7 agosto Giustino Parisse ha presentato un libro, si chiama “Quant’era bella la mia Onna, cronache dentro il terremoto”: una raccolta dei suoi articoli pubblicati sul Centro dopo la tragedia. Ad appena una settimana dal sisma che gli ha distrutto la famiglia, Giustino Parisse è tornato sul campo a fare il suo mestiere. Chi ha letto il giornale in quei giorni ha visto riapparire, il 14 aprile, la sua firma e le sue parole, una in fila all’altra, un io narrante che ha accompagnato gli aquilani accampati nelle tende, oppure chi si era spostato sulla costa, tra le ossa rotte del cratere e facendo quello che un giornalista sente di dover fare in ogni momento, anche col lutto nel cuore: raccontare.

L’intero ricavato del libro (prezzo 10 euro) sarà interamente devoluto alla Pro loco e alla Onlus di Onna per la ricostruzione.

Accanto a Giustino Parisse, alla presentazione c’erano Guido Bertolaso, il sindaco de L’ Aquila Massimo Cialente, il direttore del Centro Luigi Vicinanza ma soprattutto i cittadini di Onna, che hanno riempito la chiesa tenda del campo, in piedi a decine anche fuori. Giustino Parisse ha raccontato il terremoto e ha fatto a Domenico, nel giorno del suo diciottesimo compleanno, un grande regalo. Ha continuato la sua missione, in aiuto agli abruzzesi, agli aquilani e agli onnesi, la sua gente che, come lui, deve ricostruire e ricominciare.

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Iran, l’imbarazzante investitura ufficiale

Gambe incrociate, uno di fianco all’altro. L’uomo del popolo, di nuovo alla guida dell’Iran, e il supremo leader, l’ayatollah Khamenei, che ha ufficialmente confermato quel 63% di preferenze dello scorso 12 giugno. Nonostante tutto.

“Gli iraniani hanno scelto la lotta contro l’arroganza mondiale e la povertà a favore della giustizia”, ha detto la massima autorità del paese, che ha così sancito la vittoria di Ahmadinejad, non senza qualche imbarazzo: quel tentativo del neorieletto presidente di baciargli la mano, finto col bacio sulla spalla, parla più delle dichiarazioni ufficiali. Khamenei si ritrae, non come nel 2005, quando le immagini dell’investitura avevano fatto il giro del mondo. Continua a leggere

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