Archivi del mese: luglio 2009

Teheran, fra rilasci e tortura

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La commemorazione silenziosa chiesta da Mussavi per domani in ricordo dei manifestanti uccisi dalle milizie basji non è stata – come era prevedibile – autorizzata. Intanto Teheran ha autorizzato il rilascio di 140 arrestati durante le proteste contro i brogli, e con loro sono venute fuori anche le storie agghiaccianti della detenzione, dei pestaggi, dei morti in quelle celle. E’ tornata in libertà anche Shadi Sadr, l’avvocata delle donne fermata all’università.

Nel carcere di Evin sarebbero rimasti almeno 200 attivisti ed esponenti del fronte riformista, molti di loro in isolamento da oltre 40 giorni, come l’ideatore della campagna web pro Mussavi, Mohammad- Reza Jalaleipour, ricercatore all’università di Oxford di 27 anni. Continua a leggere

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Donne d’Italia

L’Italia si è smarcata dal quarto posto fatto di legno. Tre bronzi, nel synchro con Beatrice Adelizzi, nel fondo dei 10 chilometri con Martina Grimaldi, nei tuffi con Tania Cagnotto dal trampolino dal metro. C’è anche una medaglia d’argento, quella nei tuffi synchro dai 3 metri: ancora Tania Cagnotto accompagnata da Francesca Dallapè. L’Italia è appesa alle sue donne, medaglie tutte femminili che raccontano bene quello che sta succedendo al mondiale: le atlete sembrano più preparate, più concentrate. Lo dimostrano non solo le medaglie ma anche le gare, apparse anche in pò scarse dei tuffatori ( i fratelli Marconi incapaci di centrare almeno un podio). Donne superstar, bene anche il setterosa che convince più di quello maschile, capace di imporsi solo sulla Macedonia, una avversario piuttosto scarso con una squadra senza riserve all’altezza (in panchina tutti giovanissimi).

Ora spazio alle gare quelle con la “G maiuscola”. In vasca lo squalo Phelps, i nuotatori italiani, i 100 metri stile, la corsa al record mondiale. Via!

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Global Day of Action

Alla vigilia delle elezioni iraniane uno dei messaggi che girava in rete e sui telefonini era “portatevi la penna quando andate a votare, perchè quelle che danno ai seggi hanno l’inchiostro che scompare nel giro di un’ora”.

Era l’11 giugno, e anche se nelle due settimane precedenti il regime aveva lasciato fare e la gente era scesa in piazza per la campagna elettorale senza una repressione apparente, non c’erano solo attese e speranze per il voto, ma anche fondati sospetti. Continua a leggere

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L’Aquila, il terremoto nella città dei morti

021Anche qui ci sono i nastri bianchi e rossi, per delimitare le strutture pericolanti, i padiglioni più vecchi, ma anche le strutture più recenti. Pezzi di intonaco, piastrelle, rivestimenti in marmo: tutto in briciole. Il cimitero de L’Aquila ha accusato il colpo, come tutto nel capoluogo abruzzese. E tutto è rimasto come tre mesi fa: a terra ci sono i fiori, portati prima del 6 aprile, secchi e in decomposizione. I vasi invece sono stati riempiti di fiori freschi, dove ancora si può accedere,  calpestando calcinacci e pezzi di muro.

Quello che colpisce di più sono le lapidi dei loculi, piombate a terra, nomi e date fatti a pezzi, i volti dei cari estinti che guardano il soffitto. Tantissime tombe mostrano ora il cemento con cui sono state sigillate, il nome graffito con una punta, scritto prima che fosse pronta la lastra di marmo. Anche la chiesa è pericolante, recintata con transenne metalliche. Tutt’attorno il silenzio irreale di un pomeriggio assolato d’estate

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Con l’amaro in bocca

Primo giorno vero del Mondiali ancora fra operai che si aggirano nascosti dietro a impalcature da allestire e cancellate da saldare. Riguardo al numero degli spettatori si può dire che il villageRoma09 nel primo fine settimana utile ha registrato un discreto numero di presenze. Secondo giorno di gare e la nazionale italiana rimane ancora a bocca asciutta. Molto impegno ma le tuffatrici nel pomeriggio sono arrivate solo a un passo dal podio (la Cagnotto quarta nel trampolino da un metro; la Marconi solo sesta). Il mondiale di nuoto però ci vuole raccontare anche qualcos’altro oltre alla competizione sportiva. Dagli inchini delle nuotatrici cinesi dopo ogni tuffo, questo loro modo dignitoso e rispettoso di ringraziare il pubblico, alla timidezza di alcuni giornalisti orientali nel chiedere informazioni anche all’interno della sala stampa allestita all’ingresso del villaggio. Tutto il contrario rispetto alla poca “pacatezza” dei giornalisti italiani (specie alcuni della carta stampata) che con cartelli attaccati ai tavoli vicini alle televisioni allestite nel media center intimano a chiunque di non sedersi in quei posti anche durante la loro assenza.

Il tuffo dell'atleta canadese

Il VillageRoma09 è il trionfo degli sponsor e dei gadget: portachiavi, spillette a ranocchia (Diva, la mascotte del Mondiale), laccetti, borse, cappellini, bibite. C’è la Yakult che ha monopolizzato ogni angolo del Foro Italico (dai frigoriferi agli stand lungo i viali che portano ai tre stadi dove si svolgono le gare). Gli impianti sono il centrale con la vasca olimpionica e la piscina per i tuffi, lo stadio della pallacorda diventato il Water Polo stadium e quello per il nuoto sincronizzato. Tre gioellini colorati d’azzurro. Domani ancora tuffi.

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Roma 2009, cominciano i mondiali di nuoto

Prende il via ufficialmente con la cerimonia di apertura la tredicesima edizione del mondiali di nuoto. Per allestire le scenografie e pagare gli artisti (compresi Baglioni con il suo inno “Un solo mondo” e Allevi che si esibirà con il suo pianoforte fluttuando nell’acqua) ci sono voluti due milioni di euro.

Giochi di luci e i ballerini (405 persone, di cui 184 artisti, 201 tecnici e 20 direttori di scena) si alterneranno sul tema “L’acqua e il suo mistero”.

Intanto sono ufficialmente cominciate le gare: tuffi dal trampolino da un metro e qualifiche per i 10 metri.


I due italiani in gara, Nicola Marconi e Christopher Sacchin, sono stati entrambi eliminati. A dominare la gare c’erano gli atleti cinesi, perfetti anche con il sottofondo di trapani e martelli e la temperatura al sole che tocca i 40 gradi. Un oro e un argento. Pochi gli spettatori arrivati, costretti a fare lo slalom tra tubi innocenti ancora in terra e operai disseminati in ogni angolo del Villaggio del Nuoto. Stessa situazione fuori, negli altri impianti dove i lavori sono ancora in corso: a Pietralata mentre la nazionale italiana si allenava fuori gru e trattori portavano via quintali di terra da movimentazione prodotta dal cantiere. A Ostia, unico polo natatorio completato in tempo, gli atleti del fondo hanno potuto usufruire di un impianto perfetto. Per domani sono previsti ancora tuffi, stavolta dai 3 e dai 10 metri; poi spazio al synchro.

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Poggio Picenze, la sera fuori dalle tende Notti magiche a ritmo di blues

Poggio Picenze in blues

Si ricomincia da qui: dalla musica. La gente di Poggio Picenze esce dalle tende e si ritrova in piazza per l’appuntamento con il blues, come ogni anno, questa volta con una motivazione in più: scacciare gli incubi del terremoto. Davanti alla chiesa ferita e puntellata, più sotto i cantieri della ricostruzione. La platea gremita e i posti a sedere che non bastano: voglia di ricostruire partendo dalle cose normali, come lo spettacolo che porta qui, ogni anno, i migliori artisti della scena blues.

Otis Taylor è il clou della nona edizione di “Poggio Picenze in blues”: la terza di quattro serate dopo la Vasti Jackson band e la Ronnie Baker Brooks band. L’artista dell’Illinois regala grande emozione e coinvolgimento. Chiama tutti sotto il palco perché, dice: “Se venite qui sotto io suono meglio”. E comincia la festa. Lui con banjo, chitarra elettrica e armonica tiene viva l’attenzione, coinvolgendo il pubblico con verve e simpatia. Il resto lo fa la musica e la sua band (sua figlia lo accompagna al basso).

L’ingresso era libero, Taylor ha accettato di venire da Londra e suonare a budget ridotto per la popolazione terremotata. Il bluesman statunitense è in tour per presentare il suo nuovo album che si poteva acquistare anche a fine serata: costo 20 euro, 5 dei quali, ha fatto sapere prima dello spettacolo, sarebbero stati destinati proprio alla Pro-loco di Poggio Picenze per organizzare gli eventi musicali futuri.

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