Biciclettata contro il lodo Alfano, è un mezzo flop

La posta in gioco è alta: la libertà di informare, il diritto di conoscere le indagini della magistratura. Forse è per questo che, alla biciclettata di protesta dei giornalisti contro il lodo Alfano ci si aspettava un pizzico di partecipazione in più. Invece, davanti alla sede della Federazione Nazionale Stampa Italiana le biciclette non erano più di 20.  Con un po’ di fantasia, forse anche 25. Partiti da corso Vittorio Emanuele, i giornalisti-ultimi-mohicani si sono dati appuntamento sotto Montecitorio, dove proprio in quegli istanti il Governo stava lisciando il terreno alla legge-bavaglio ponendo la questione di fiducia.

Vista dall’esterno, la protesta poteva sembrare il colpo di coda di una casta ormai in declino (l’età media era piuttosto alta) e dal tono di voce sempre più basso. Casta o no, la protesta è necessaria, doverosa. Il primo a rimetterci non sarà tanto il giornalista (che il suo stipendio continuerà a percepirlo) ma proprio il cittadino che, con questa legge, non avrebbe saputo nulla di Vallettopoli, Calciopoli o dello scandalo Telecom. E la lista potrebbe essere molto più lunga.

Pubblichiamo un video di nostra produzione in cui parla Beppe Giulietti di Articolo 21. Uno degli interventi più appassionati della giornata. Buona visione.

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